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Borse di studio 2025-26
Il bando di concorso per le borse di studio dell’anno scolastico/accademico 2025-26 è pubblicato anche nel sito web degli aiuti allo studio del DECS, nella pagina delle fondazioni private, con scadenza fissata a venerdì 24 ottobre 2025.
E’ pubblicato anche il modulo per presentare le richiesta.
Borse di studio 2024-25
Il Consiglio di fondazione ha deciso le borse di studio per l’anno scolastico 2024-25 e ha attribuito 105 contributi per l’importo totale di CHF 164.500, dei quali 84 a favore di studenti ticinesi (CHF 120.500) e 21 a favore di studenti grigionesi (CHF 44.000).
Cerimonia di premiazione del
Premio Fondazione Felix Leemann 2020-2024
Venerdì 17 gennaio presso la Biblioteca Salita dei Frati a Lugano si è tenuta la cerimonia di consegna del Premio Fondazione Felix Leemann 2020-2024, davanti ad una quarantina di persone.
Dopo una breve introduzione da parte del prof. Aurelio Sargenti, presidente dell’Associazione Biblioteca Salita dei Frati, l’avv. Andrea Pozzi, presidente del Consiglio della Fondazione ha illustrato le peculiarità della Fondazione Felix Leemann e l’attività svolta dal 1986 in poi, in particolare con l’attribuzione di oltre 4,5 mio di franchi sottoforma di aiuti allo studio a favore di studenti ticinesi e grigionesi di lingua italiana ed ha avuto il piacere di consegnare al dott. Damiano Bardelli il premio di 5.000 franchi per la sua tesi di dottorato “La Societé littéraire de Lausanne, Sociabilité et débats de réforme”, giudicata la migliore fra le opere in concorso.
La Laudatio della prof. Simona Boscani Leoni, docente di storia moderna all’Università di Losanna ha evidenziato che la tesi di dottorato di Damiano Bardelli rappresenta un contributo fondamentale per gli studi sulla storia intellettuale dell’Antica Confederazione e si appresta a diventare un punto di riferimento imprescindibile per la ricerca sull’Illuminismo svizzero ed europeo. Attraverso un’analisi approfondita dell’attività della Société littéraire di Losanna, l’autore ne evidenzia il ruolo centrale nei dibattiti culturali dell’epoca riguardo alle questioni della sensibilità, dei pregiudizi e del lusso. Sul piano metodologico, la tesi fa capo a un ventaglio molto ampio e diversificato di fonti provenienti da svariati fondi archivistici e si distingue per un approccio critico attento che mette in luce le logiche discorsive sviluppatesi all’interno della società losannese e della Société littéraire. Al volume di analisi si accompagna l’edizione di numerose fonti inedite.
Una menzione speciale è stata attribuita alla dott. Irina Emelianova, presente alla cerimonia, sul suo lavoro “”Visioni Dantesche” I monumenti architettonici non realizzati a Dante Alighieri e alla “Divina Commedia” tra le due guerre. La Laudatio preparata dal prof. Luigi Lorenzetti, docente di storia moderna e contemporanea all’Accademia di Architettura di Mendrisio segnalando che attraverso un approccio che unisce la storia dell’arte e dell’architettura alla storia delle idee e delle ideologie, la tesi di dottorato di Irina Emelianova mette in relazione alcuni progetti di monumenti commemorativi dedicati a Dante, elaborati in epoca fascista (ma mai realizzati), con il lungo processo di costruzione dell’identità nazionale italiana definitosi tra l’epoca risorgimentale e il Ventennio attraverso il culto dantesco.
Ne risulta un’indagine ricca di spunti originali che, grazie alla raccolta di un variegato corpus documentario e alla presa in esame di alcuni snodi concettuali focalizzati sulla nozione di monumento nazionale e sul rapporto tra utopia e ideologia, sottolinea il complesso legame tra architettura, politica e ideologia in epoca fascista.
Una seconda menzione speciale è stata attribuita alla dott. Naima Maggetti, (assente per motivi di salute) per la sua opera “Les ambiguïtés de la fin de l’Empire: Relégitimer le projet impérial britannique à l’époque de la décolonisation (1945-1957)”. La Laudatio, preparata dal dott. Nicola Soldini, già docente all’USI e docente SUPSI, Facoltà di architettura, segnala che ambiguità e rilegittimazione sono i due termini chiave della tesi di dottorato di Naima Maggetti sul tema della crisi dell’impero coloniale britannico e della sua progressiva dissoluzione, riproposto nel suo fatale epilogo dall’immediato dopoguerra fino alla crisi di Suez del 1956. L’argomento, tanto ampio, complesso e articolato, già analizzato da prospettive diverse e da una cospicua messe di studi, è qui riletto da un cono peculiare di osservazione e da una documentazione di primaria importanza, le fonti istituzionali governative, tanto ufficiali che private. In particolare, l’autrice con grande chiarezza e notevole pertinenza critica individua le coordinate ideologiche, i mutamenti interni e le nuove modalità discorsive o retoriche dell’establishment britannico, fornendo un convincente quadro concettuale. Risulta un’analisi acuta e perspicua dell’estremo tentativo di legittimazione di un assetto imperiale, rivelatosi anacronistico e consegnato ormai a un inesorabile destino nel quadro delle relazioni internazionali e dei nuovi assetti globali.
Durante la presentazione Damiano Bardelli ha spiegato molto bene l’unicità di questa società losannese che riuniva verso la fine del 700 uomini di cultura provenienti da tutta Europa per dibattere temi di importanza scientifica, culturale e etica nello spirito di immaginare una società civile più giusta e migliore.
Al termine della cerimonia la dott. Boscani Leoni ha intervistato il premiato dott. Bardelli sul suo lavoro, sulle sue intenzioni e sulle motivazioni che l’hanno spinto a elaborare la tesi su uno spaccato storico 1772-1783 limitato alla Societé littéraire di Losanna. Le sue risposte sono state apprezzate dal pubblico presente in sala e hanno dato un rilievo interessante al lavoro svolto.